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2 giugno 2018

La Cina scopre il pedalpiano con il concerto di Roberto Prosseda

 

Sold out il Concerto al pedalpiano del pianista italiano Roberto Prosseda, che per la prima volta ha portato in Cina questo affascinante strumento a tastiera, il 30 maggio al World Art Center di Pechino, nell'ambito dell'Italian Piano Experience. Uno strumento a tastiera antico e moderno insieme, di cui Prosseda è stato negli ultimi anni promotore e riscopritore: un derivato del pianoforte con una pedaliera che permette di suonare le note basse con i piedi.


Prosseda ha eseguito un programma con musiche per pedalpiano di Schumann, Boëly, Alkan, Liszt e una prima mondiale di Nicola Sani: il compositore italiano, presente in sala, ha infatti scritto una composizione espressamente dedicata a questo strumento, intitolata “Concetto spaziale - Attese II”, per pedalpiano e nastro magnetico.


“Con questo concerto - spiega Prosseda - ho voluto presentare al pubblico cinese un aspetto ancora poco noto del pianoforte, strumento qui popolarissimo. Infatti si è trattata di una prima cinese, sia per il repertorio proposto che per il pedalpiano. Particolarmente significativa la presenza del pianoforte Fazioli gran coda, che rappresenta l’eccellenza dell’alto artigianato italiano, e che per l’occasione è stato abbinato ad un pedalpiano d’epoca, a sottolineare la continuità della grande tradizione costruttiva degli strumenti a tastiera, che proprio un italiano, Matteo Ricci, ha fatto conoscere per la prima volta in Cina”.


Quello di Roberto Prosseda era il concerto finale dell’Italian Piano Experience, il festival di Pechino dedicato alla tradizione del pianoforte italiano, che dal 17 maggio ha proposto un ricco programma di concerti, conferenze e una mostra storica di strumenti a tastiera, dai più antichi ai capolavori odierni, che sarà visitabile fino al 3 giugno. Gli eventi hanno avuto luogo nell’ambito del festival “Meet in Beijing”, in cui l’Italia è “Guest Country of Honor”


La mostra e alcuni eventi dell’Italian Piano Experience saranno riproposti durante l’edizione 2018 di Cremona Musica, fra il 28 e il 30 settembre.


Italian Piano Experience è stato ideato dallo stesso Roberto Prosseda, che ne è anche direttore artistico. L’evento è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, con la collaborazione di Fazioli Pianoforti, Bizzi Strumenti Storici a Tastiera e Cremona Musica, per celebrare il rapporto speciale che esiste storicamente fra la Cina, primo mercato mondiale per i pianoforti, e l’Italia: già nel ‘500, infatti, il prete gesuita Matteo Ricci fece arrivare alla corte di Wan Li, della dinastia dei Ming, il primo clavicembalo italiano.


20 aprile 2018

Esce oggi il CD Decca "Gounod Piano Works"

In occasione del 200mo anniversario della nascita di Charles Gounod, la Decca pubblica oggi il CD "Gounod Piano Works", che Roberto Prosseda dedica al grande compositore francese, di cui ha precedentemente inciso l'integrale per piano-pédalier e orchestra. Il CD, inciso presso la Fazioli Concert Hall, comprende quattro prime mondiali, tra cui la grande Sonata per pianoforte a quattro mani, incisa assieme ad Enrico Pompili.   

Gounod ha composto una quarantina di brani per pianoforte in tutto e questa antologia ci consente di apprezzarne il fascino e la varietà espressiva.

La produzione del CD è stata supportata dal Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française, che favorisce la riscoperta del patrimonio musicale francese del lungo diciannovesimo secolo (1780-1920).
 


Charles Gounod: il "Mendelssohn francese".

di Roberto Prosseda

Ho deciso di esplorare la musica per pianoforte di Charles Gounod perché ritengo che sia uno dei compositori romantici più sottovalutati. Famoso per le sue opere "Faust" e "Roméo et Juliette", Gounod ha scritto circa 40 pezzi per pianoforte, e alcuni di loro, come l'ambiziosa Sonate pour piano à quatre mains (qui registrato con Enrico Pompili), sono rimasti inediti e non registrati fino ad oggi. Dopo aver registrato i completi lavori di piano per pianoforte e orchestra di Gounod (l'unico repertorio concertistico del suo catalogo) è stato per me un passo naturale scoprire anche il repertorio di pianoforte di Gounod. Gran parte dei brani inclusi in questo CD sono influenzati da Mendelssohn: Gounod conobbe Fanny Mendelssohn a Roma e gli fece scoprire il Clavicembalo Ben Temperato di Bach e i Lieder ohne Worte di Felix Mendelssohn. Non è una coincidenza, peraltro, che anche Gounod abbia composto sei Preludi e Fughe (come l'opera di Mendelssohn 35) e 6 Romances sans Paroles, con il loro raffinato lirismo post-mendelssohniano. Ma il pezzo più famoso è la "Méditation sur le 1er Prélude de JS Bach (1852)", che fu originariamente scritta per pianoforte solo: solo più tardi, nel 1859, aggiunse le parole dell'Ave Maria alla linea melodica, dando fama eterna a questo musica. Un altro pezzo di fama mondiale, originariamente scritto per pianoforte solo, è la "Marche funèbre d'une marionnette" (1872), un ritratto musicale grottesco del critico musicale britannico HF Chorley, che è stato utilizzato, in una successiva trascrizione orchestrale, per la serie televisiva di Alfred Hitchcock.
 

 

TRACKLIST 

* con Enrico Pompili

WP - World Premiere

1. La Veneziana (Barcarolle)  in G minor CG 593                                          

2. Impromptu in G major CG 580WP                                                            

3. Souvenance (Nocturne) in E flat major CG 590WP                                  

4. Marche funèbre d’une marionette in D minor CG 583                             

 

Six Romances sans Paroles:

5. No. 1: La Pervence in B major CG 585                                          

6. No. 2: Le Ruisseau in G flat major CG 589                                    

7. No. 3: Le Soir in E flat major CG 441a                                                          

8. No. 4: Le Calme (La Nonne sanglante) in D flat major CG2e WP

9. No. 5: Chanson de Printemps in A flat major CG 359a                             

10. No. 6: La Lierre (Ivy) in B flat major CG 581                               

 

11. Méditation sur le 1er Prélude de Bach (Ave Maria) in C major CG 89b

 

Six Préludes et Fugues

12. Prélude in G major CG 587 a1                                                    

13. Fugue in G major CG 587 a2                                                       

14. Choral in E minor CG 587 b1                                                       

15. Fugue in E minor CG 587 b2                                                       

16. Prélude in C major CG 587 c1                                                     

17. Fugue in C major CG 587 c2                                                       

18. Prélude in D major CG 587 d1                                                    

19. Fugue in D major CG 587 d2                                                       

20. Choral in F major CG 587 e1                                                       

21. Fugue in F major CG 587 e2                                                       

22. Choral in A minor CG 587 f1                                                       

23. Fugue in A minor CG 587 f2                                                        

 

Sonata in E flat major for piano four hands CG 617 * WP

24. I. Allegro                                                                         

25. II. Adagio                                                                        

26. III. Presto                                                                        

3.23

2.08

4.16

5.19

 

 

2.54

2.32

3.10

4.08

1.40

3.11

 

4.59

 

 

1.01

1.31

0.51

2.14

1.21

2.27

1.19

2.04

1.01

2.10

0.52

2.31

 

 

6.20

6.09

4.17

 


16 aprile 2018

Nuovo videoclip VEVO "Marche Funèbre d'une Marionnette" di Antonio Bido

Il celebre regista Antonio Bido ha firmato e realizzato il nuovo videoclip "Marche Funèbre d'une Marionnette", in occasione dell'uscita del CD "Gounod Piano Works" di Roberto Prosseda. Basato sull'incisione dell'omonimo, celeberrimo brano, il video esplora il concetto di manipolazione, giocando finemente con inquadrature insolite (effettuate anche all'interno del pianoforte), in cui l'immagine del pianista (lo stesso Prosseda) si alterna e sovrappone con quella di un manichino di legno, manipolato da un misterioso marionettista, e con quella di una giovane ballerina. Il video, girato in 4K, è disponibile sul canale ufficiale VEVO


20 novembre 2017

Decca pubblica il secondo volume delle Sonate di Mozart

Decca prosegue la pubblicazione dell'incisione integrale delle Sonate per pianoforte di Mozart, con il secondo volume, comprendente le Sonate n. 7 - 12. Roberto Prosseda ha usato lo stesso pianoforte Fazioli con la medesima accordatura (secondo il temperamento inequabile Vallotti), e ha introdotto l'uso del "sordino" nei passaggi in pianissimo, recuperando il timbro del pedale "sordino" presente in molti fortepiani dell'epoca di Mozart. Il cofanetto di 2 CD comprende anche la Fantasia K 397 in re minore, qui presentata nella versione originale di frammento, prima del completamento apocrifo, e il movimento di sonata K 400 in si bemolle maggiore. La Sonata K 331 è presentata nella versione del manoscritto originale, rinvenuto a Budapest nel 2014.

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21 agosto 2017

A settembre apre la nuova Accademia MUSICAFELIX

A partire dal settembre 2017, Roberto Prosseda terrà un corso annuale nella nuova Accademia MUSICAFELIX, da lui fondata a Prato assieme ad Alessandra Ammara, con l’intenzione di offrire ai giovani pianisti un percorso di perfezionamento completo e flessibile, che coniughi la struttura e la continuità dei corsi pluriennali con la flessibilità e la personalizzazione della lezione individuale. Maggiori dettagli sul sito www.musicafelix.it che comprende anche una ampia sezione di scritti sullo studio del pianoforte e una video gallery con precedenti master class di Roberto Prosseda. 


1 luglio 2017

Il Box "Mendelssohn Complete Piano Works" è "CD del Mese" su Amadeus

La rivista Amadeus ha premiato il cofanetto di 10 CD Decca "Mendelssohn Complete Piano Works" con il riconoscimento di "CD del Mese" nel numero di luglio 2017.  

Nella recensione, Nicoletta Sguben afferma che “Prosseda sussurra emozioni attraverso un pulviscolo cangiante di timbri, sapienza evocativa, vocalità strumentale sottilmente conturbante e un eccellente lavoro di sottrazione fino a scoperchiare la ricchezza emotiva anche di poche note. Poesia pura”. 
 
Il cofanetto è anche finalista nel prestigioso premio della critica tedesca, il “Deutsche Schallplattenkritik Preis”, nella categoria “pianoforte”. Prosseda è l'unico artista italiano presente nella categoria.  

 


7 aprile 2017

Decca pubblica il Cofanetto di 10 CD "Mendelssohn Complete Piano Works"

Il 7 aprile 2017 esce il cofanetto Decca "Mendelssohn Complete Piano Works", che comprende tutte le incisioni di Roberto Prosseda dedicate alla musica pianistica di Mendelssohn, con 59 prime registrazioni mondiali (2005 - 2015). Si tratta del coronamento di un monumentale lavoro di ricerca e di approfondimento interpretativo durato oltre 10 anni che ha tributato a Roberto Prosseda numerosi riconoscimenti e critiche entusiastiche a livello internazionale. Il booklet contiene un ampio articolo realizzato da Roberto Prosseda, oltre al catalogo delle opere pianistiche di Mendelssohn in ordine numerico progressivo nella versione più recente realizzata da Ralf Wehner (Mendelssohn Werkverzeichnis, Breitkopf, 2009).

CD 1–2
56 Romanze senza Parole
4 Fughe, Allegro con Fuoco

CD 3
Sonate

CD 4
Fantasie, Capricci, Scherzi

CD 5
Variazioni, Preludi e Fughe

CD 6
Characterstucke Kinderstucke & Etuden e altri Klavierstucke

CD 7–9
Pezzi d’occasione e Juvenilia

CD 10
Musiche per pianoforte a 4 mani e per due pianoforti
con Alessandra Ammara

Roberto Prosseda, pianoforte

 

MENDELSSOHN: COMPLETE PIANO WORKS
Nato da una famiglia ebrea alto borghese, nipote del grande filosofo Moses Mendelssohn, Felix Mendelssohn-Bartholdy fu pianista, direttore d’orchestra, compositore, scrittore, poliglotta, disegnatore e pittore, ma anche organizzatore, fondatore e direttore del Conservatorio di Lipsia. Mendelssohn incarna il perfetto connubio tra tradizione e innovazione: ha sperimentato nuove strutture musicali senza mai perdere il suo peculiare equilibrio formale, ha recuperato la grande tradizione della musica sacra di Bach e di Händel rinnovandola alla luce dell’esperienza del Romanticismo tedesco. Anche a causa delle persecuzioni antisemite di cui fu vittima, culminate con la censura della sua musica da parte del regime nazista, l’opera e la figura di Mendelssohn sono state a lungo misconosciute e fraintese.
La produzione pianistica di Mendelssohn comprende circa dodici ore di musica e per la prima volta è qui raccolta tutta in un unico cofanetto, comprendente anche numerosi brani rimasti inediti fino a pochi anni fa. Nel 2009 l’autorevole studioso mendelssohniano Ralf Wehner ha pubblicato il nuovo catalogo delle opere di Mendelssohn (Mendelssohn-Werkverzeichnis, Breitkopf, 2009), introducendo una nuova numerazione, contraddistinta dalla sigla MWV, che consente di individuare con precisione ogni composizione. La preesistente numerazione in base al numero d’opera, infatti, è incompleta e non cronologicamente ordinata: tutte le composizioni fino al numero d'opera 72 sono state pubblicate per volontà di Mendelssohn, mentre quelle con i numeri dal 73 al 121, assegnati postumi in base a criteri meramente editoriali, sono numerate secondo un ordine non voluto dal compositore. Il catalogo MWV delle opere pianistiche di Mendelssohn è qui riportato in appendice, con le corrispondenze alle singole tracce della presente incisione. Le composizioni per pianoforte solo sono indicate con la lettera U e ammontano a 199. Gli unici brani non presenti in questo cofanetto sono l’Andante e Allegro di Molto MWW U 87, in quanto si tratta di una riduzione pianistica del Capriccio op. 22 per pianoforte e orchestra, quelli il cui manoscritto è tuttora perso o irreperibile (come, ad esempio, l’Andante pastorale für Lise Cristiani MWV 193) e quelli lasciati incompiuti dall’autore, con l’eccezione del movimento di Sonata in sol maggiore MWV U 147, che è qui incluso, essendo di particolare interesse per l’estensione e l’originalità della forma.

Roberto Prosseda

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1 febbraio 2017

Intervista per Pianostreet.com sulle Sonate di Mozart

Il sito Pianostreet.com, uno dei più autorevoli e specializzati sul pianoforte, ha pubblicato una lunga intervista a Roberto Prosseda, a proposito della sua interpretazione delle Sonate di Mozart. Il testo integrale, in inglese, è disponibile qui:

http://www.pianostreet.com/blog/piano-news/immersed-in-mozart-%e2%80%93-roberto-prosseda-on-recording-the-early-sonatas-8579/

 


23 dicembre 2016

Il CD mozartiano in lizza per il Premio della critica tedesca

Il CD con le Sonate di Mozart n. 1 - 6 è stato scelto dalla giuria del prestigioso premio della critica tedesca tra i 7 Cd pianistici che competono per il Deutsche Shallplatten Preis, 1/2017: http://www.schallplattenkritik.de/…/do…/168-longlist-12017-1


22 dicembre 2016

Intervista per la Saarländische Rundfunk

 

Il 22 dicembre 2016 la Saarländische Rundfunk ha trasmesso una lunga intervista a Roberto Prosseda sul Pedal Piano e sui suoi recenti progetti. Il podcast integrale è disponibile qui:
https://www.sr-mediathek.de/index.php?seite=7&id=46540

 


6 dicembre 2016

Musical America sceglie Roberto Prosseda tra i 30 "Musical Innovators" del 2016

La prestigiosa testata americana "Musical America" ha scelto Roberto Prosseda tra i 30 musicisti più innovativi del 2016 per i suoi progetti con il Pedalpiano e con il pianista-robot TeoTronico. Qui l'articolo, di Richard S. Ginell:

http://www.musicalamerica.com/news/newsstory.cfm?archived=0&storyid=37359&categoryid=7


17 novembre 2016

Il CD mozartiano riceve la nomination per l'International Classical Music Award 2017

La giuria dell'International Classical Music Award 2017 (ICMA), composta dai critici musicali delle principali riviste specializzate europee, ha assegnato la nomination per l'ICMA 2017 al CD con le Sonate di Mozart N. 1 - 6: http://www.icma-info.com/wp-content/uploads/2016/11/ICMA-2017-Nominations-by-labels.pdf


13 novembre 2016

"Dentro la musica", il ciclo di master class su SKY Classica HD

Dal 14 novembre su Classica HD andranno in onda, il lunedì sera nel genere “Notevoli”, le master class di pianoforte tenute da Roberto Prosseda a Villa Sandra, sul Lago Maggiore. Il progetto prevede dodici lezioni di alto perfezionamento tenute a sei giovani promettenti allievi. Le prime sei lezioni saranno trasmesse con cadenza quindicinale da novembre a gennaio 2017, mentre le restanti nella primavera del 2017.
Per l’occasione, abbiamo incontrato il maestro Prosseda, pianista di fama internazionale, didatta e grande divulgatore.
 
Non ricordo quale famoso pianista (forse Arthur Rubinstein?) disse che non si era reso conto della difficoltà di suonare il pianoforte fino a quando non aveva provato a insegnarlo. È davvero così ardua l’impresa?
 
Io capovolgerei il punto di vista: sono gli allievi che mi hanno insegnato a suonare meglio, rendendomi più facile l'impresa. Proprio da quando ho iniziato ad insegnare, infatti, sono stato “costretto” dagli studenti ad approfondire con maggiore consapevolezza i principi musicali e tecnici della performance, scoprendo molti aspetti di cui prima non ero cosciente. Ogni allievo ci dà occasione di ripensare alle nostre convinzioni pianistiche e musicali, ci insegna a non dare nulla per scontato e ad esaminare altre possibili soluzioni interpretative.
 
L’eloquente titolo delle sue master class è “Dentro la musica”. Ci può dire comunque qualcosa di più a proposito?
 

Il titolo “Dentro la musica” mi piace molto, perché pone l'accento sull'importanza dell'immergersi all'interno della partitura per scoprirvi il messaggio lasciato dal compositore. Se il pianista non è “dentro la musica”, non potrà coinvolgere chi lo ascolta. Vice versa, quando riesce a immedesimarsi con i contenuti emotivi di una composizione e a farli propri, saprà portare “dentro la musica” anche chi ascolta. In questo ciclo si parla molto di stati d'animo, di atteggiamenti espressivi, di drammaturgia e retorica. Del resto, ogni brano pianistico è un po' come un film: serve un ottimo regista, un direttore della fotografia, un buon cast di attori (ogni tema è un po' come un personaggio della narrazione): e tutti questi ruoli confluiscono nello stesso pianista, nello stesso momento. Per questo è così stimolante insegnare, scoprire con gli allievi questi aspetti del far musica.
 
 
Come ha scelto i sei giovani talenti che ascolteremo?
 
Sono tutti ragazzi che già conosco da diversi anni, che hanno frequentato con continuità i miei corsi di perfezionamento. Molti di loro sono già dei concertisti, hanno vinto premi importanti e hanno iniziato una carriera professionale. Hanno personalità molto diverse: mi piace incoraggiare ogni allievo a prendere coscienza della propria unicità, piuttosto che invogliarlo ad emulare un utopico modello esterno. Tutti sono stati entusiasti di questa esperienza, trattandosi per loro della “prima volta” in televisione. Suonare con quattro telecamere che registrano è certamente cosa ben diversa rispetto ad una normale lezione di pianoforte, e questo per loro è stato un momento di crescita e un'occasione per comunicare a tutti gli spettatori la loro arte, grazie anche alla raffinata regia di Pietro Tagliaferri. Ho un bel ricordo dell'atmosfera conviviale che si è creata durante i quattro giorni delle riprese, effettuate lo scorso marzo presso Villa Sandra a Lesa (Lago Maggiore), grazie alla squisita ospitalità del proprietario Massimo Marenzi. Fare musica in un ambiente così ricco di arte, con strumenti eccellenti (due pianoforti Steinway) e immerso un paesaggio mozzafiato è stato per tutti un vero privilegio. Le lezioni sono anche proseguite “fuori onda”, grazie ai seminari serali tenuti dal direttore d'orchestra Gian Andrea Noseda, dall'architetto Agostino Turba e dal cembalista e organista Claudio Brizi con il suo claviorgano, nell'intento di far vivere gli allievi “dentro la musica” a 360 gradi.    
 
 
Una master class, si sa, si svolge nell’arco di qualche giorno. Avendo a disposizione così poco tempo, come concepisce le sue lezioni?
 
Ogni lezione è stata dedicata ad una specifica composizione della durata di 5-10 minuti. Ho fatto sempre eseguire all'allievo il brano all'inizio, per capire la sua concezione della struttura e della narrazione. La lezione non si deve tramutare in una serie di istruzioni date dal docente “a scatola chiusa”, ma deve mantenere una costante interazione con la sensibilità dell'allievo. Per questo spesso pongo delle domande ai pianisti, stimolandoli a prendere coscienza della loro concezione del brano, e aiutandoli ad esprimerla al meglio. Mi piace, inoltre, far leva sulle metafore di ordine fotografico e narrativo: spesso nelle lezioni si parla di “profondità di campo” tra il tema e l'accompagnamento, di “messa a fuoco” di un determinato profilo melodico, di distanza temporale e spaziale dei temi. Il pianoforte, infatti, è anche una macchina del tempo, in quanto può “ambientare” un tema nel presente, nel passato o nel futuro, definendo anche il contesto in cui esso appare (realtà, sogno, ricordo, speranza, illusione). Cerco anche di stimolare l'immaginazione timbrica degli allievi (e degli ascoltatori), invogliandoli ad evocare suoni di altri strumenti o della natura e individuando un preciso gesto tecnico che consenta di ottenere l'idea di suono che hanno in mente. Non mancano, infine, riferimenti alla gestualità e al linguaggio del corpo, con cui spesso possiamo comunicare anche cose apparentemente impossibili alla tastiera. Ciò vale, ad esempio, per la gestione delle pause: anch'esse possono essere in crescendo o diminuendo, accelerando o rallentando. Il gesto, inoltre, consente di far pregustare all'ascoltatore un determinato stato emotivo o un effetto timbrico. Possono sembrare aspetti superflui, eppure risultano quanto mai importanti per immergersi nella musica e comunicarla al meglio.
  
 
Quale rapporto la lega ai suoi allievi?
 
Il mio rapporto con gli allievi è senz'altro “libertino”, nel senso che rifiuto il concetto di “fedeltà al maestro”. Credo che ogni maestro debba rispettare il diritto degli allievi, una volta acquisita la formazione di base, di fare esperienze didattiche diverse, proprio per trovare la propria dimensione attraverso il confronto con altri approcci e punti di vista. Quasi tutti i miei allievi studiano anche con altri docenti, e io mi preoccupo seriamente quando noto in uno studente dei tentativi di emulazione o una eccessiva dipendenza dal maestro. L'obiettivo di una lezione, del resto, non deve essere quello di produrre un clone, ma, al contrario, di stimolare alla ricerca di ­risultati artistici autentici e, perché no, innovativi e non troppo prevedibili. Non mi piace neanche l'approccio autoritario che alcuni docenti della vecchia scuola vantavano: piuttosto, cerco di pormi con gli studenti come una sorta di fratello maggiore, con cui scoprire insieme aspetti ancora inesplorati di una composizione o del far musica.
 
Che cosa l’appassiona di più dell’insegnamento?
 
La più grande soddisfazione è vedere l'entusiasmo di un allievo che scopre da solo qualcosa che neanch'io avevo ancora notato. La cultura e l'arte musicale, del resto, non sono un patrimonio da possedere, ma qualcosa che appartiene già a tutti. Mi piace molto la metafora usata da Daniel Pennac, che considera gli insegnanti come dei vettori di cultura, dei fusibili che si infiammano per la bellezza della musica e che contagiano gli allievi con il loro entusiasmo. “Non essendoci l’idea di possesso – dice Pennac – siamo oltre il principio della condivisione: tutto quello che imparo, tutto quello che scopro, se mi piace e mi dà emozioni, ecco che scelgo di fartelo conoscere perché possa incantare e arricchire anche te.”.
 
 
A che pubblico si rivolgono queste sue lezioni?
 
Questo ciclo è stato pensato per diverse tipologie di spettatori: sia per un pubblico di esperti del settore, sia per i semplici appassionati. I pianisti, siano essi studenti, amatori o didatti, troveranno in queste lezioni molti spunti di riflessione, seguendo anche gli aspetti più specificatamente tecnici, e, spero, scoprendo anche un modo non scontato di concepire l'insegnamento della musica. Ma anche tutti gli altri appassionati di musica, che credo costituiscano la gran parte del pubblico di Classica HD, avranno occasione di entrare nel laboratorio in cui nasce un'interpretazione musicale, scoprendo aspetti spesso nascosti e “privati” del lavoro quotidiano dei concertisti. Sarà stimolante vedere come un'esecuzione al pianoforte possa radicalmente trasformarsi in pochi minuti di lezione, e scoprire come a volte basti una maggiore consapevolezza degli stati d'animo da evocare, per scoprire nuove potenzialità artistiche rimaste magari ancora sopite. Dopo tutto, le master class servono anche a questo: a far trovare ad ogni allievo, attraverso il confronto con l’esterno, il grande artista che è già dentro di lui. E spero, nel nostro caso, anche a trasformare uno spettatore comune in un ascoltatore di musica più consapevole e appassionato.


1 ottobre 2016

Successo internazionale per le Sonate di Mozart (Decca)

Numerose recensioni entusiastiche hanno accolto l'innovativa interpretazione di Roberto Prosseda delle Sonate di Mozart.

Sulla rivista tedesca Fono Forum (ottobre 2016) il critico Ingo Harden assegna 5 stelle al CD, affermando:

"Libera da rigidità professorali e da manierismi, questa intepretazione restituisce la ricchezza musicale delle Sonate con più intensamente che mai. Prosseda rimane sempre aderente al testo, ma lo presenta con una paletta timbrica usata con una entusiasmante immaginazione e sempre aprendo a nuove prospettive. Una registrazione destinata a diventare un riferimento"


Altrettanto positiva la recensione di Paul Orgel sull'autorevole rivista specializzata americana "Fanfare Magazine":


"I find it an unqualified success, not only interpretatively, but in showcasing a splendid piano with recorded sound that provides the perfect clarity and ambiance. Mitsuko Uchida’s cycle has long been a reliable recommendation, but, unbelievably, it is now over 40 years old, and Decca’s sound for Prosseda is far better. If his next installments are of comparable quality, Prosseda’s smart, savored Mozart Piano Sonatas will be a worthy reference recording."

Sullo stesso tenore la recensione di Bernard Lehman su American Record Guide:

"If Roberto Prosseda continues what he’s started here, I want to hear him play the rest of Mozart’s sonatas. He adds ornamentation, extends some passagework for extra bars, changes figuration or melodic shapes, and interpolates short cadenzas. His style sounds appropriate, presenting Mozart as the great improviser that he was. It keeps the music fresh and unfamiliar. The slow movements are serene enough. He meddles with the canonical way we’re accustomed to hearing the Great Master’s music. For me, though, his approach reveals what’s been missing from the standard methods: the sense of playful spontaneity. The essay and the packaging prominently advertise the use of Vallotti’s unequal temperament for this recording on a modern Fazioli piano. It sounds unobtrusive here, gently helping the music to sound relaxed in the home keys and slightly more tense in sections of farreaching modulation. Early-keyboard specialists have been using this scheme as a popular all-purpose temperament in recordings for more than 40 years. Prosseda’s beautifully creative musicianship is the stronger selling point."

 

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1 luglio 2016

Mozart Sonatas CD del mese su Classic Voice

La prestigiosa rivista Classic Voice ha scelto il CD "Mozart Piano Sonatas N. 1 - 6" come CD del mese (luglio 2016). Qui la recensione di Luca Chierici:

Ascoltando queste registrazioni di livello eccezionale son ostato colpito dagli effetti che Prosseda riesce a otteneretramite la straordinaria meccanica del Fazioli F 278, che permette di utilizzare gradazioni infionitesimali di tocco e di sbalzi dinamici che rendono particolarmente vivo il fraseggio. Beninteso, per sapere guidare questo bolide degli strumenti a tastiera occorrono mani d'oro e ovviamente un progetto interpretativo che dia un senso a quelle che potrebbero essere solamente delle caratteristiche evidenti sulla carta. Prosseda ci conduce, con una varietà incredibile di effetti, attraverso il linguaggio mozartiano che in queste sei Sonate è sempre annunciatore di sorprese inaspettate, muovendo da un cantabile di origine vocale a un vertiginoso Presto, da una serie di preziosismi propri dello stile galante alla malinconia di un Adagio a tratti disperato. [...] Non possiamo fare a meno di attendere con grande curiosità gli esiti del pianista sui numeri successivi, che percorrono strade ancora diverse e a quei tempi inseplorate.

Luca Chierici
 
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