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Concert Review: Vicenza, Teatro Olimpico, 11/6/2009
Roberto Prosseda si è confermato eccellente per la musica di Mendelssohn. Il suo pianismo di forte equilibrio tecnico, ma di una espressività di squisita temperie 'romantica' (con una articolata gradazione timbrica sulla tastiera...VICENZA
Spesso i trattati di Storia della Musica definiscono Felix Mendelssohn un autore significativo del "romanticismo felice" e personalità nel complesso spensierata, caricando l'aggettivo di un'accezione se non del tutto negativa, quanto meno di superficiale rilievo estetico. Felix Mendelssohn, di cui ricorre quest'anno ricordiamo, il bicentenario della nascita, in realtà ha sempre rappresentato un tassello arduo di collocazione storico-stilistica.
La sua musica è di solida impronta classica ma germina su un terreno di forte pulsione romantica e la connotazione piena, "felice" del suo percorso creativo per noi non ha nulla di riduttivo, è anzi, un valore aggiunto. E "felice" (homina sunt nomina, dicevano gli antichi e con Mendelssohn mai detto fu più appropriato) è stato anche il concerto che tre grandi interpreti, il violoncellista Steven Isserlis, la violinista Sonig Ttchakerian e il pianista Roberto Prosseda, hanno offerto giovedì sera all'Olimpico nel corso della programmazione delle Settimane Musicali.
Dopo l'apertura all'opera, si ritorna alle coordinate primigenie, del grande camerismo d'autore e la serata ha voluto proprio rendere un tributo a Mendelssohn con una produzione divisa fra Venezia e Napoli. Grazie a Mendelssohn dunque, ma ponendo in luce anche chi nei suoi riguardi si è applicato con intuizioni rispettose ma autonome e di grande equilibrio. È il caso del compositore Alessandro Solbiati che nel 2005 prese spunto dal frammento di un primo movimento della Sonata per violino forse scritta nel 1823 e lasciato incompleto.
Dopo una introduzione lenta e sognante, in cui violino e pianoforte dialogano con lirismo (insieme Tchakerian e Prosseda) lo sviluppo dell'unico movimento si articola su un terreno di fitto contrappunto di netti contrasti dinamici ed espressivi. Il lavoro però non ha fratture e sembra la prosecuzione di una sola mano: quella dello stesso autore romantico. Inizio quindi felice, come lo è stato tutto il concerto, salutato da un Teatro Olimpico gremito e dalla ripresa in diretta audiovideo (del concerto si produrrà un dvd), a volte peraltro un po' di disturbo.
Roberto Prosseda, al pianoforte, si è riconfermato un autore eccellente per la musica di Mendelssohn, di cui ha curato in più riprese in carriera lo studio e la registrazione anche di materiale inedito. Il suo pianismo di forte equilibrio tecnico, ma di una espressività di squisita temperie 'romantica' (con una articolata gradazione timbrica sulla tastiera) ha riportato in luce pagine poco frequentate, come le Barcarole "Venetianisches Gondellied" op.30 n°6 e op. 19 n° 6, dalle sonorità liquide e cantilenanti. Eccezionale anche l'apporto di una vera star dell'archetto: il violoncellista Isserlis che in duo con Prosseda ha offerto la prima esecuzione assoluta delle Variazioni Brillanti.
Anche qui da un lacerto compositivo mendelssohniano interviene la sensibilità di un autore contemporaneo: Gabrio Taglietti che aggiunge alla partitura per pianoforte (Mendelssohn nel 1830 pensò alle Variazioni per cello e piano, ma poi non proseguì nell'idea) unica sopravissuta, quattro sue variazioni di strepitosa brillantezza virtuosistica che sembrano cucite apposta sopra la musicalità travolgente di Isserlis. Insieme, poi con l'apporto prezioso della violinista Tchakerian i tre si lanciano in una stupefacente, calda, sensuale e appassionata interpretazione del famoso Trio in re minore op.49. Suggello d'incanto ad una serata felice e di grande soddisfazione.
Eva Purelli
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