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La Sicilia - Mon, December , 2008
Concert Review: Catania, December 9, 2008

Un canto dal perfetto equilibrio formale quello dei «Lieder ohne worte» (le famose Romanze senza parole) con i quali Prosseda ha trasmesso un'infinita varietà di sensazioni con eleganza di movenze e rifinitura del dettaglio."Un notaio elegante e leggero" - disse di uno Debussy e -"Si riconosce persino nelle pause" - ebbe a dire dell'altro Schumann: il primo è Felix Mendelssohn e il secondo è Frédéric Chopin, due musicisti romantici per eccellenza, tanto felicemente diversi fra loro pur facendo parte dei nuovi canoni estetici ed intellettuali dell'Ottocento musicale romantico; di intendimenti compositivi più classici l'uno, di sentimenti di rinnovamento e rivoluzionario l'altro, due grandi personalità a confronto nel programma del quinto concerto dell'Associazione Musicale Etnea dedicato ai due compositori, tenuto al Palazzo Biscari dal pianista Roberto Prosseda che ad una carriera concertistica di interprete di alto livello ha affiancato un'intensa attività di filologo e studioso. Ed è stata interamente dedicata proprio a Mendelssohn la prima parte del concerto con brani inediti e due composizioni contemporanee di ispirazione mendelssoniana di Solbiati e Vacca più un completamento in stile di Taglietti come il funambolico «Allegro con fuoco». Un canto dal perfetto equilibrio formale quello dei «Lieder ohne worte» (le famose Romanze senza parole) con i quali Prosseda ha trasmesso un'infinita varietà di sensazioni con eleganza di movenze e rifinitura del dettaglio. Ma risalterà nella seconda parte l'accostamento del «canto» di Mendelssohn con quello del compositore polacco, i cui brani, i notturni(e questa è la trovata di Prosseda), venivano alternati alle romanze senza parole, formando una "suite" di movimenti dall'andamento e dai caratteri più disparati e dalla diversa cantabilità appunto. Un pianismo dal suono corposo e dai contrasti di colore ben accentuati hanno dipinto uno Chopin reinterpretato in un' ottica più moderna, senza cadere in inutili sdolcinature e svenevolezze romantiche ed eccessivi "rubati", per cui i brani, con pennellate ora di una poderosa drammaticità ora di un lirismo non esagerato come i due famosi notturni op. 9 n. 1 e n.2 e il "valzer"cosiddetto "del cagnolino" o "del gatto" op. 64 n. 1 da tempo, ahinoi, latitanti nei programmi concertistici, sono apparsi di una lucentezza di contorni del tutto nuova sotto le dita di Prosseda. I due bis, rigorosamente di Mendelssohn, la romanza senza parole la "Primavera", famosissima, e la "Barcarola veneziana", hanno strappato i plausi del folto pubblico intervenuto.


Roberto Pastura

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